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Borgo Pacentrano |


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La Madonna che scappa |
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Questo numero di è dedicato, prevalentemente, ad uno degli eventi civili e religiosi di maggiore rilevanza che si tengono nella provincia di L’Aquila, in Sulmona, nella città cara a Papa Celestino V”. La narrazione fotografica proposta da “SpazioArte” in Francia, a Verdelais, è opera del fotoreporter marchigiano: Germano Paoloni. |

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La “Madonna che scappa in piazza” è certamente una delle rappresentazioni di religiosità popolare più famose dell’Abruzzo Aquilano che cade nei giorni della Pasqua. La continuità dell’evento si deve ai “Confratelli di Santa Maria di Loreto” un sodalizio conosciuto come “Confraternita della Tomba”; tanto per ricordare la Chiesa di S. Maria della Tomba da dove la “processione” iniziava il suo percorso verso Piazza Garibaldi. Dunque, l’evento si tiene a Sulmona, nella patria di Ovidio, in Piazza Garibaldi o Piazza Maggiore, luogo in cui, un tempo lontano, si tenevano il mercato del pesce, poi le fiere medievali e i tornei equestri. Si tratta di una piazza utile per ricorrenti appuntamenti religiosi e, soprattutto, feste popolari. È qui appena il caso di citare un altro grande evento che si tiene in Sulmona, nella stessa Piazza Garibaldi: “La giostra cavalleresca” ora nota anche come “Giostra |
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d’Europa. Essa si svolge nell’ultima domenica di luglio e consente a vari balestrieri ed a sette cavalieri, in rappresentanza dei borghi e sestieri cittadini, abbinati anche a città europee ed italiane, di gareggiare in velocità e destrezza per la conquista del Palio. In molti si sono domandati l’origine della “Madonna che scappa in Piazza”. Qualcuno ha cercato indietro nel tempo, nel mondo antico, senza trovare concreti addentellati con il mondo pagano. Si può ricordare quanto il poeta latino Albio Tibullo (54 ca – 19 a. C.) abbia proposto nell’elegia del primo libro sulla vita agreste. Ha scritto sulla gioventù contadina inneggiante a Cerere, la dea dalla bionda chioma, associata al culto alla Terra Madre, in grado di propiziare un buon raccolto. Ancora, la leggenda offre anche notizia di un’antica Sulmo, già oppidum, fondata da Solimo, compagna di Enea. continua a pagina 3 Stefania Di Carlo |

